Come promesso, vi sintetizzo il contenuto della conferenza su
Crisi economica e relazioni umane.1) La negazione della relazione è sempre distruttiva. La mancanza di legami è il primo gradino verso la pazzia ed è la precondizione per l'assassinio e il suicidio.
2) La nostra cultura tende tenere separati gli opposti (es. buono/cattivo, positivo/negativo) e ciò radicalizza il conflitto insito nella differenza e rende difficili le relazioni. Il mondo viene diviso in figure ideali e nemici: ciò favorisce la diffusione di modalità di vita paranoiche.
3) I beni materiali tendono a sostituire le relazioni come fonte di gratificazioni. Possiamo cercare di diventare più essenziali nel nostro stile di vita?
Goethe diceva che voleva per sè cinque cose:
Cibo per mangiare,
Una casa in cui abitare,
Vestiti coi quali coprirsi,
Un amore,
Amici coi quali dialogare.
4) La crisi può essere un'occasione di cambiamento se ci obbliga a pensare, immaginare e concretizzare qualcosa di diverso da ciò che esiste. L'ideogramma cinese che significa
crisi significa sia
problema che
opportunità.5) L' I King dice che quando si sta bene si deve pensare che potranno venire tempi peggiori (non per diventare ansiosi, ma per potersi organizzare a tempo) e che quando si sta male, bisogna sapere che potranno venire tempi migliori.
6) Alla crisi economica possiamo reagire o con un aumento della solidarietà o con un maggior esercizio del potere sugli altri (es. licenziamenti, mobbing, ecc.).
7) Il premio Nobel 2002 per l'economia Kahneman ha dimostrato che fino a un certo livello di ricchezza, la qualità della vita cresce; oltre quel livello, diminuisce.
8) Il premio Nobel per l'economia 1988 Amartya Sen ha introdotto il concetto di
economia etica: attivare scale di valori economici basate sulla cooperazione e la solidarietà.
9) Invece oggi domina il mercato e le sue
irrazionalità che portano depressioni, panico ed euforie.
10) Il nostro sistema è una competizione senza fine che genera ansia e solitudine. L'autostima nasce spesso dal possesso dei beni.
11) La crisi economica ci pone davanti alla crisi di un modello di sviluppo che mostra dei LIMITI.
Ritengo questa una parola-chiave, rimossa o troppo spesso dimenticata al giorno d'oggi nel suo significato positivo: limite oggi ha un'accezione solo negativa.
12) La crisi economica è nata anche dal comportamento di persone che sono andate oltre i limiti, non hanno rispettato delle regole. Le regole dovrebbero garantire il bene comune, altro concetto oggi piuttosto dimenticato. Cos'è il bene comune e in che relazione si pone con gli interessi individuali?
13) Il nostro modello economico fondato sulla competizione ci porta a vedere l'altro come ostacolo, concorrente, intralcio, scocciatura e ciò si ripercuote sulle nostre relazioni umane in generale: abbiamo aspettative negative riguardo agli altri.
14) In tempi di crisi e di paura cresce la tentazione di ricorrere al potere e al controllo: mors tua, vita mea. Anche il rapporto col nostro corpo ne viene modificato. Il nostro corpo diventa sempre più considerato un oggetto, uno strumento per il nostro piacere o una fonte di ansie se non funziona perfettamente: corpo nemico e non più corpo amico, parte costituente di noi che ha una sua sapienza profonda.
15) La crisi economica acuisce le aspettative di tipo magico o miracolistico (lotto, gratta e vinci, lotterie, videopoker, gioco in borsa), la ricerca di sette, santoni e guaritori o di psicoterapie che risolvano i nostri problemi immediatamente. Il tutto rifuggendo dalla dimensione dello sforzo personale, della lotta e della fatica necessaria per raggiungere i nostri obiettivi che spesso sono troppo alti.
16) I giovani non hanno prospettive di realizzazione di sè nel futuro a causa del precariato cui sono costretti, fanno fatica ad immaginare possibili cambiamenti del sistema sempre più globalizzato e diventano prigionieri del presente: ciò favorisce l' abuso di alcool, droga, sballo, ecc.
17) Se la solidarietà tra le persone cala e cresce la chiusura rispetto agli altri, si creano le condizioni ideali per le infiltrazioni mafiose: l'isolamento e la paura permettono ai clan di taglieggiare e spaventare i singoli con maggiore facilità.
18) Se crescere e accumulare è il fine ultimo, i momenti riflessivi, pensosi, lenti. introversi e depressivi vengono vissuti come malattia anzichè come parte di un equilibrio psichico globale. La normalità è la simpatia, l'acquisizione, la velocità, la superficialità e l'estroversione. Il silenzio è bandito dai luoghi pubblici.
19) Chiudo con tre domande:
a) L'essenzialità del vivere può essere un valore?
b) Lo sviluppo può non avere l'obiettivo della crescita per la crescita?
c) Si possono immaginare e realizzare stili di vita con consumi ridotti e razionalizzati, all'interno di una visione prospettica che comprenda anche le generazioni dei nostri figli e nipoti?