mercoledì 24 giugno 2009

corsica




Sabato 27 partirò per la Corsica: due settimane di ferie in campeggio, in tenda.

Adoro la Corsica: è una terra forte, ad ogni curva della strada c'è un cambiamento di paesaggio: boschi, deserti, foreste, gole, strapiombi, falesie.

E' indimenticabile fare il bagno nei fiumi, che sono puliti e formano delle straordinarie piscine naturali.

Mi piacciono i corsi, il loro indomabile attaccamento alla propria identità. Se si pensa che in totale sono 250.000 circa, sembra quasi impossibile che riescano a fare parlare tanto di sè e a sopravvivere all'omologazione culturale francese.

Mi immagino già in un campeggio tranquillo, senza animazione, ombreggiato, sulla riva del mare, a fare tutto il giorno cose importantissime come nuotare, leggere, riposarmi, guardare il cielo e le stelle.

Tornerò il 12 luglio: buone giornate a tutti voi!

domenica 14 giugno 2009

i sogni tra immaginazione e realtà

"...sedeva di fronte a lei angosciato e silenzioso, ma allo stesso tempo inebriato dai leggeri segnali con cui lei gli manifestava il suo favore. Aveva cercato poi di immaginare (pur non azzardandosi a sperare nella realizzazione delle proprie fantasie) quello che avrebbe fatto quando lui l'avesse baciata, spogliata, amata, ma non c'era riuscito. Sì, era strano: aveva cercato migliaia di volte di immaginarsela mentre faceva l'amore, ma inutilmente: il suo volto lo guardava sempre con lo stesso leggero sorriso tranquillo, e lui non riusciva (nemmeno sforzando al massimo la fantasia) a deformare quel volto con la smorfia dell'esaltazione amorosa. Lei si sottraeva totalmente alla sua fantasia.
Era stata una situazione che non si era mai più ripetuta nella sua vita: quella volta si era trovato faccia a faccia con l'inimmaginabile. Era evidentemente appena uscito da quel brevissimo periodo della vita (un periodo paradisiaco) in cui l'immaginazione non è ancora sufficientemente satura di esperienza, non è prigioniera della routine, le sue conoscenze e le sue capacità sono limitate, per cui ancora esiste l'inimmaginabile; e quando l'inimmaginabile è sul punto di trasformarsi in realtà (senza la mediazione dell'immaginabile, senza il ponticello delle immagini), l'uomo è in trappola e viene preso dalla vertigine".
M.Kundera, Amori ridicoli, Adelphi 2007, pagg.160-161.


In queste poche righe Kundera ci aiuta a capire perchè è importante ricordare i sogni.
Ricordare l'immagine di un sogno nel quale facciamo esperienza di qualcosa che nella realtà non abbiamo mai vissuto, significa rendere immaginabile quella situazione, il chè ci permette di arrivare a viverla veramente. Per questo si dice che ciò che sognamo, poi lo possiamo realizzare nella realtà diurna.
Quando ero adolescente ricordo di avere fuggito per paura un incontro con una ragazza che avrebbe potuto portare a un rapporto sessuale proprio perchè (ma questo lo so ora) non riuscivo ad immaginarmelo, non riuscivo ad immaginare cosa avrei potuto (e dovuto) fare. Di qui il terrore e la fuga. E' solo quando riusciamo ad immaginarci una situazione che possiamo avere il coraggio e il desiderio di sperimentarla concretamente.
Anche in politica, se solo si riuscisse ad immaginare qualcosa di concretamente fattibile diverso e migliore di questo sistema, saremmo tutti meno impauriti e rinunciatari.

lunedì 8 giugno 2009

costruire l'alternativa

Quattro domande che vorrei rivolgere a quelli che non hanno votato B&B (Berlusconi&Bossi):

1) Pensate che sia preferibile che governi il centrosinistra?

2) Per ottenere questo risultato pensate che sia indispensabile un programma chiaro e concreto sottoscritto dal maggior numero possibile dei partiti di centrosinistra?

3) Pensate che nessuno di tali partiti possa pretendere di vedere realizzate per intero le proprie idee?

Ma soprattutto:

4) Pensate che se il centrosinistra andrà al governo tutti i parlamentari di centrosinistra da voi eletti dovranno sentirsi obbligati a rispettare l'opinione della maggioranza della coalizione senza abbandonarla per nessun motivo al mondo, anteponendo le ragioni della coalizione alle proprie valutazioni personali?

elezioni

So che mi accontento di poco, ma sapere che Berlusconi e Bossi non hanno superato il 50% mi fa sentire più libero e con più aria intorno.
Adesso spero in un progetto credibile, concreto e alternativo:
UNO SOLO E CONDIVISO DA TANTI.

venerdì 5 giugno 2009

amore e libertà

Qualcuno vorrebbe tenerti rinchiusa in una gabbia d'oro
e godere contemplando il tuo desiderio per lui.
Qualcuno vorrebbe che tu dicessi le cose che piacciono a lui
e incarnassi le sue fantasie più bizzarre e sfrenate.
Qualcuno vorrebbe che tu vestissi esattamente come piace a lui
e ti lasciassi modellare come cera nelle sue mani.

Io amo la tua libertà senza condizioni,
desidero con tutto il cuore che tu non tradisca te stessa
e non ho nessuna paura di essere ferito dalla tua verità.

Abbatterò tutti gli steccati che potranno ostacolare il tuo cammino
perchè solo se sarai libera di andare ovunque vorrai
saprò che avrà senso il tuo essere qui insieme a me.

la vita è relazione


La vita è relazione.

Relazione con la propria interiorità, coi propri dubbi e le proprie certezze che sempre possono mutare di segno o mescolarsi tra loro.

La vita è relazione con l'altro, con chi ci obbliga a vincere la nostra pigrizia, la nostra paura o il nostro appagamento.

La relazione obbliga a uscire da sè, dal castello di sabbia delle nostre illusioni o dei nostri timori.

La relazione muore quando vediamo solo il naufragio o ci sfiora l'idea dell'eterno paradiso.

La relazione raggiunge la sua perfezione quando in essa gli opposti coesistono e giocano insieme come bambini.

Le nostre relazioni sono le perle di quell'unica preziosa collana che è la nostra vita.

giovedì 4 giugno 2009

amoredibabbo/3

Mia moglie, mio figlio (9 anni) ed io stiamo cenando a casa.
Dico con mia moglie:"Oggi ho sentito Berlusconi che diceva che per uscire dalla crisi dobbiamo lavorare di più, tirarci su le maniche e soprattutto dobbiamo continuare a consumare".
Mio figlio ha uno scatto rabbioso, solleva la testa dal piatto e sbotta:"Che stupido...C'è la crisi...Cosa vuoi consumare?".
Mia moglie ed io rimaniamo senza parole: anche i bambini lo sanno...

mercoledì 3 giugno 2009

delfini

Ho sempre sentito parlare del delfinario, luogo dove i delfini ammaestrati si esibiscono per il pubblico pagante.
Non ero mai andato a vederli: pensavo che fosse solo business sulla pelle degli animali.
Oggi ho accompagnato mio figlio a vedere lo spettacolo dei delfini a Riccione, nel più grande delfinario d'Europa e ho cambiato idea: il business c'è sicuramente, ma c'è anche dell'altro.
C'è un rapporto affettivo tra gli animali e gli istruttori, per cui quando è morta un'istruttrice, ad esempio, per mesi i delfini non hanno accettato nessun sostituto. E c'è un rapporto affettivo dei delfini tra loro che dovrebbe far riflettere noi umani.
Tre anni fa nel porto di Ancona si arenarono una mamma e la figlia delfina. La mamma morì e la figlia, che era troppo piccola per essere liberata in mare, venne affidata al delfinario di Riccione che aveva altri sette delfini. Problema: i sette delfini erano di una specie diversa: più piccoli, col muso diverso e la voce diversa. La più vecchia dei sette delfini prese sotto la sua protezione la piccola intrusa e pian piano anche gli altri la accettarono. Ora gli studiosi dell'università hanno confermato che i sette delfini hanno modificato la loro voce per avvicinarsi a quella della piccola e viceversa. La piccola è perfettamente integrata nel gruppo. E' uno spettacolo nello spettacolo vedere questa diversa (che è più brutta e sgraziata degli altri) fare parte del gruppo alla pari con gli altri.
Io avevo dei preconcetti verso i delfini da esibizione, ma mi hanno veramente trasmesso delle belle emozioni con i loro salti giocosi e gioiosi.
Forse sto diventando vecchio e/o bambino.

giovedì 28 maggio 2009

la vita è una partita

Se uno volesse sapere con precisione a che punto è della sua vita, potrebbe essergli utile paragonare la vita a una partita di calcio.
Le partite di calcio sono costituite da due tempi: entrambi durano 45 minuti; il totale, quindi, è di 90 minuti.
I minuti dal 1° al 45° sono quelli del primo tempo e quelli dal 46° al 90° sono quelli del secondo tempo.
Io ho 56 anni: tradotto in termini calcistici, la mia vita è all'11° minuto del secondo tempo (45+11=56), quindi ho ancora più di una mezz'ora per segnare un gol e vincere o pareggiare la partita. Nel calcio, dall'11° del secondo tempo alla fine della partita possono succedere ancora tantissime cose...
Credo che il paragone possa calzare e che i 45 anni siano, più o meno, la metà della vita.
A volte, questo lo dico per i più speranzosi, alla fine dei 90 minuti regolamentari, ci sono anche i tempi supplementari...

mercoledì 27 maggio 2009

invecchiare con grazia nella verità

Uno degli obiettivi più importanti che sento di avere da qui in avanti nella vita è prepararmi a diventare anziano e invecchiare con grazia nella verità.
Cioè vorrei ogni giorno sentirmi grato del giorno in più che posso vivere.
Vorrei onorare questo dono cercando di vivere appieno, di essere sempre vero, cercando la verità, accogliendola in tutti i suoi aspetti, senza se e senza ma.
Una sorta di dedizione alla vita e a ciò che mi porterà.
Vorrei relazionarmi con gli altri essendo quello che realmente sono, momento per momento, cercando davvero di amare gli altri come me stesso, come la vita.
Forse questo sarà il modo di vivere con grazia, rinunciando all'idea di avere un potere assoluto sulla vita, facendo semplicemente tutto ciò che sentirò vero e giusto, cercando di contemperare le mie responsabilità verso gli altri e verso me stesso.
Vorrei essere la parte di un puzzle che trova il suo posto e si incastra naturalmente bene con quelli vicini.

martedì 26 maggio 2009

conferenza

Come promesso, vi sintetizzo il contenuto della conferenza su Crisi economica e relazioni umane.

1) La negazione della relazione è sempre distruttiva. La mancanza di legami è il primo gradino verso la pazzia ed è la precondizione per l'assassinio e il suicidio.

2) La nostra cultura tende tenere separati gli opposti (es. buono/cattivo, positivo/negativo) e ciò radicalizza il conflitto insito nella differenza e rende difficili le relazioni. Il mondo viene diviso in figure ideali e nemici: ciò favorisce la diffusione di modalità di vita paranoiche.

3) I beni materiali tendono a sostituire le relazioni come fonte di gratificazioni. Possiamo cercare di diventare più essenziali nel nostro stile di vita?

Goethe diceva che voleva per sè cinque cose:
Cibo per mangiare,
Una casa in cui abitare,
Vestiti coi quali coprirsi,
Un amore,
Amici coi quali dialogare.

4) La crisi può essere un'occasione di cambiamento se ci obbliga a pensare, immaginare e concretizzare qualcosa di diverso da ciò che esiste. L'ideogramma cinese che significa crisi significa sia problema che opportunità.

5) L' I King dice che quando si sta bene si deve pensare che potranno venire tempi peggiori (non per diventare ansiosi, ma per potersi organizzare a tempo) e che quando si sta male, bisogna sapere che potranno venire tempi migliori.

6) Alla crisi economica possiamo reagire o con un aumento della solidarietà o con un maggior esercizio del potere sugli altri (es. licenziamenti, mobbing, ecc.).

7) Il premio Nobel 2002 per l'economia Kahneman ha dimostrato che fino a un certo livello di ricchezza, la qualità della vita cresce; oltre quel livello, diminuisce.

8) Il premio Nobel per l'economia 1988 Amartya Sen ha introdotto il concetto di economia etica: attivare scale di valori economici basate sulla cooperazione e la solidarietà.

9) Invece oggi domina il mercato e le sue irrazionalità che portano depressioni, panico ed euforie.
10) Il nostro sistema è una competizione senza fine che genera ansia e solitudine. L'autostima nasce spesso dal possesso dei beni.

11) La crisi economica ci pone davanti alla crisi di un modello di sviluppo che mostra dei LIMITI.
Ritengo questa una parola-chiave, rimossa o troppo spesso dimenticata al giorno d'oggi nel suo significato positivo: limite oggi ha un'accezione solo negativa.

12) La crisi economica è nata anche dal comportamento di persone che sono andate oltre i limiti, non hanno rispettato delle regole. Le regole dovrebbero garantire il bene comune, altro concetto oggi piuttosto dimenticato. Cos'è il bene comune e in che relazione si pone con gli interessi individuali?

13) Il nostro modello economico fondato sulla competizione ci porta a vedere l'altro come ostacolo, concorrente, intralcio, scocciatura e ciò si ripercuote sulle nostre relazioni umane in generale: abbiamo aspettative negative riguardo agli altri.

14) In tempi di crisi e di paura cresce la tentazione di ricorrere al potere e al controllo: mors tua, vita mea. Anche il rapporto col nostro corpo ne viene modificato. Il nostro corpo diventa sempre più considerato un oggetto, uno strumento per il nostro piacere o una fonte di ansie se non funziona perfettamente: corpo nemico e non più corpo amico, parte costituente di noi che ha una sua sapienza profonda.

15) La crisi economica acuisce le aspettative di tipo magico o miracolistico (lotto, gratta e vinci, lotterie, videopoker, gioco in borsa), la ricerca di sette, santoni e guaritori o di psicoterapie che risolvano i nostri problemi immediatamente. Il tutto rifuggendo dalla dimensione dello sforzo personale, della lotta e della fatica necessaria per raggiungere i nostri obiettivi che spesso sono troppo alti.

16) I giovani non hanno prospettive di realizzazione di sè nel futuro a causa del precariato cui sono costretti, fanno fatica ad immaginare possibili cambiamenti del sistema sempre più globalizzato e diventano prigionieri del presente: ciò favorisce l' abuso di alcool, droga, sballo, ecc.

17) Se la solidarietà tra le persone cala e cresce la chiusura rispetto agli altri, si creano le condizioni ideali per le infiltrazioni mafiose: l'isolamento e la paura permettono ai clan di taglieggiare e spaventare i singoli con maggiore facilità.

18) Se crescere e accumulare è il fine ultimo, i momenti riflessivi, pensosi, lenti. introversi e depressivi vengono vissuti come malattia anzichè come parte di un equilibrio psichico globale. La normalità è la simpatia, l'acquisizione, la velocità, la superficialità e l'estroversione. Il silenzio è bandito dai luoghi pubblici.

19) Chiudo con tre domande:

a) L'essenzialità del vivere può essere un valore?

b) Lo sviluppo può non avere l'obiettivo della crescita per la crescita?

c) Si possono immaginare e realizzare stili di vita con consumi ridotti e razionalizzati, all'interno di una visione prospettica che comprenda anche le generazioni dei nostri figli e nipoti?

lunedì 25 maggio 2009

amoredibabbo/2

Stamattina sono andato a prendere a scuola mio figlio Carlo, 9 anni.
Mentre tornavamo a casa in bicicletta, siamo passati accanto ad alcune parole scritte in piccolo sull'asfalto della strada.
Carlo:"Papà, cosa c'era scritto?".
Io:"C'era scritto: TATA TI ADORO".
Carlo:"Ah, un bambino che ha scritto alla sua baby-sitter...".

sabato 23 maggio 2009

il gatto mirtillo

Oggi mio figlio ha richiamato la mia attenzione:"Girati, papà, guarda!".

Mi giro e vedo che aveva messo una cupoletta di gomma rossa, a mo' di cappello di clown, sulla testa del nostro gatto Mirtillo, che sopportava pazientemente la situazione.

In quel momento ho avuto un'illuminazione:

L'UNICO ANIMALE CHE NON HO MAI VISTO AMMAESTRATO IN UN CIRCO E' IL GATTO.

Mi sono riempito di gioia, di ringraziamento e ammirazione per Mirtillo e per tutti i gatti del mondo, passati, presenti e futuri.

Fin che c'è un gatto c'è speranza!

venerdì 22 maggio 2009

je t'aime...moi non plus

Quando l'adolescente malinconico ascoltava questa canzone sapeva che, al di là della sua paura, c'era tutto un mondo da scoprire.
http://www.youtube.com/watch?v=oo8PbvgbQWg

mercoledì 20 maggio 2009

ciascuno di noi ha bisogno di una tana

Ciascuno di noi ha bisogno di una tana.
Una tana che sia tutta sua, dove potersi rifugiare quando fuori la bufera è troppo forte.
Nella tana, oltre al proprietario, ci possono stare solo delle persone che lo amano, che gli vogliono bene, cioè che lo accolgono per quello che è, nella sua totalità.
Se gli vogliono bene, lo invitano ad amarsi, a volersi bene, a cercare di capire cosa vuol dire per lui amarsi concretamente, farsi del bene.
Se persone di questo tipo non sono conosciute, allora si deve stare soli nella tana; guai a farci entrare estranei, anche se cercano in tutti i modi di intrufolarsi, magari dicendo che lo fanno per il tuo bene.
Nella tana non si deve avere paura di ciò che si desidera, di ciò che si pensa, di ciò che si sente dentro.
Bisogna innanzitutto ascoltare il proprio corpo, le sue richieste, come se fosse un neonato.
Bisogna cancellare dalla mente e dal cuore tutto ciò che non si sente vero, che si sente che non ci appartiene del tutto.
Se non rimane nulla (ma qualcosa quasi sempre rimane), dobbiamo avere fiducia nel silenzio e nel vuoto. Spesso ci disprezziamo perchè non siamo quello che qualcuno vorrebbe che fossimo. Meglio il vuoto, il silenzio, perchè in essi c'è nascosta la nostra verità: è solo lì che possiamo cercarla, è solo da lì che può venire fuori, raggiungere la nostra coscienza, se la cerchiamo con gradualità, con fiducia e con amore.

martedì 19 maggio 2009

un amore è sempre una festa

Credo che sia bellissimo avere un amore cui si abbia desiderio di dedicare questo video:
http://www.youtube.com/watch?v=XNB0xgGn0bg

domenica 17 maggio 2009

musica che unisce

Un amico mi ha segnalato questo video che testimonia l'universalità del linguaggio musicale e lo spirito di fratellanza che può ispirare.
http://www.youtube.com/watch?v=BYlOUI4LAU8

sabato 16 maggio 2009

ti amo perchè...

Ti amo perchè
tuffandomi in te
non arrivo mai
a toccare il fondo.

giovedì 14 maggio 2009

il sesso è un gioco o un lavoro?

Mi è capitato di leggere in un blog (non ricordo più quale) il commento di un ragazzo che, a giudicare dalla foto, avrà sicuramente meno di 30 anni, che diceva, usando una terminologia molto esplicita che qui traduco con parole meno volgari, più o meno così:

"L'unica esperienza sessuale che davvero ancora mi manca e che desidererei molto fare è avere un rapporto orale con una ragazza che quando fa l'amore con me lo faccia sorridendo, con gioia, che si veda che è felice di farlo. Invece mi tocca sempre di vedere delle ragazze che sono serissime, si impegnano moltissimo in quello che fanno come se fossero degli operai alla catena di montaggio..."

Sono rimasto senza parole...

Mi è arrivata addosso l'immagine di una gioventù che ha rapporti sessuali pensando solo alla riuscita tecnica della prestazione, dalla quale forse dipende la loro autostima e questa immagine mi ha trasmesso tanta tristezza.

Mi sono venuti in mente i tuffatori dal trampolino che fanno tuffi dalla difficoltà crescente: triplo salto mortale in avanti con doppio avvitamento, coefficiente di difficoltà 2,7; doppio salto mortale carpiato all'indietro, coefficiente di difficoltà 3,2... E prima di queste performances ci sono mesi di allenamenti e dopo, tutti ad aspettare il responso della giuria e la classifica finale...

La testimonianza di questo ragazzo coincide perfettamente con i risultati di alcune ricerche fatte da psicologi e sociologi americani che hanno scoperto che soprattutto tra i più giovani il sesso viene praticato perlopiù in modo meccanico, con l'attenzione concentrata sugli aspetti tecnici e sul risultato della prestazione.

Forse è necessario che qualcuno spieghi con chiarezza a questi ragazzi e ragazze che il sesso, l'eros e l'amore sono anche un gioco, soprattutto un gioco, che ci si dovrebbe divertire, che è importante ascoltare l'altro, cercare di sintonizzarsi sulla sua lunghezza d'onda nell'ambito di una SOLIDARIETA' PROFONDA (come mi ha detto una volta una carissima amica), fosse anche per la scopata di una sera.

Sennò che gusto c'è?

lunedì 11 maggio 2009

individualmente insieme



Costa dieci euro questo piccolo libro dal titolo Individualmente insieme edito da Diabasis, che racchiude alcuni brevi saggi di Zygmunt Bauman, sociologo polacco che vive in Inghilterra.

L'introduzione, una ventina di pagine, è di Carmen Leccardi e da sola varrebbe, a mio giudizio, l'acquisto del libro: è un chiaro e semplice riassunto del pensiero di Bauman, il quale ritiene che ciascuno oggi è costretto a costruirsi da solo la propria identità, in una continua e affannosa ricerca, aiutandosi in ciò con l'acquisto di beni di consumo spesso superflui, trascurando l’importanza della solidarietà relazionale.

Cito alcuni stralci dall'introduzione della Leccardi.
Parlando dell'accelerazione dei ritmi della vita sociale e del clima di provvisorietà nel quale viviamo, che obbliga a concentrarsi solamente sui progetti in corso, dice:

"La responsabilità sociale come capacità di prefigurare il futuro, di proiettarsi oltre il presente, entra in rotta di collisione con quello sforzo quotidiano per restare a galla, al cui interno non c'è spazio nè tempo per pensare a lungo termine, nè per la visione di una buona società".

"L'enfasi sull'individualità impedisce di guardare ai legami sociali come una risorsa attraverso la quale esprimere autonomia e costruire un progetto di liberazione dai vincoli collettivi. Imprigiona al contrario nel qui-e-ora, costringe alla ricerca rapida e sempre rinnovata di ciò che è aggiornato, delle merci che possono garantire il riconoscimento della propria unicità. In breve, corsa all'individualizzazione e festa dei consumi appaiono l'una l'interfaccia dell'altra".

"La iper-responsabilizzazione dell'individuo rispetto a se stesso, esito della ricerca obbligata di soluzioni personali a contraddizioni sistemiche,(...) fa da corollario alla irresponsabilità organizzata propria delle società occidentali contemporanee".

"La politica è, secondo Bauman, l'arte di convertire i problemi individuali in tematiche pubbliche, gli interessi comuni in diritti e doveri individuali".

"Nella nostra epoca le pressioni del mercato tendono a sostituire la legislazione politica nella definizione delle priorità. I poteri economici, sempre più globali e veloci, si sottraggono al controllo politico, che resta ancorato ad istituzioni locali/nazionali lente. (...) Individualizzazione e globalizzazione concorrono a prosciugare il terreno della politica".

"Gli itinerari biografici degli individui appaiono oggi sempre meno legati a scale coordinate di fini e tempi che, gradino dopo gradino, possono condurre alla realizzazione di obiettivi a lungo termine, stabiliti in anticipo e legati alla definizione dell'identità. Lo spazio di vita in cui ci si muove deve essere mantenuto il più possibile vuoto, così da garantire la costruzione di episodi biografici volta volta capaci di non precludere altre sperimentazioni: episodi scolpiti da e all'interno di un tempo fugace. Ciascun episodio biografico è rapidamente dimenticato e cancellato, in modo tale da far spazio a una possibilità inedita, capace di suscitare interesse e curiosità rinnovati. Ciò genera incertezza e esigenza continua di produrre performance adeguate".
L'ansia che ne deriva è tenuta a bada spesso dall'acquisto di merci che sostituisce in questa funzione tranquillizzante il ruolo delle istituzioni solide, ormai perdute.
L'individualità oggi non deriva dall'essere produttori ma consumatori, dalla capacità di fare esperienze, che è in linea di principio illimitata e non saturabile, esattamente come l'acquisto di nuove merci.

"Il mercato, assurto a simbolo della libertà dell'individuo, è incaricato di generare desideri inediti e di preoccuparsi, in parallelo, della loro soddisfazione. In questa cornice, la perdita del carattere etico delle relazioni umane è direttamente proporzionale alla sostituzione della politica come sfera della riflessione critica e dell'attività collettiva con la ricerca prioritaria di un'esistenza felicemente sperimentale".